Caro Marco, grazie mille a te.
È credo la prima volta che ricevo un tuo commento a un mio blog post e solo questo è un po’ mission accomplished.

Onestamente non condivido l’entusiasmo, ma mi spiego:

Non è entusiasmo, è una visione di insieme a valle di un’analisi, che (senza retorica) è perfettibile e lacunosa.

Cosa lo rende diverso da datahub? Certo, ha degli aspetti estremamente positivi, che in un confronto con CKAN e Stata li fanno impallidire, ma ad esempio il fatto che il backend non sia open non depone a mio avviso a suo favore.

Come dici ci sono alcuni aspetti estremamente positivi, che lo rendono diverso. Tu non scrivi quali, ma te ne dico tre di esempio.

datahub è un CKAN, quindi un motore per la creazione di un catalogo, un creatore di indici documentati di dati. E quindi in più del 90% dei casi hai un ottimo indice, ma della risorsa non hai quasi mai nessuna informazione. Nel caso di un CSV lo vedi in anteprima, te lo scarichi, ci accedi via API. Ma non è possibile (internamente a CKAN base) costruire il data dictionary della risorsa e arricchirla per renderla leggibile. Questa feature interna a data.world è per me di grandissimo (potenziale) valore, perché la mancanza di info sulle risorse sono spesso una barriera. Il data dictionary lo deve creare comunque qualcuno/qualcosa. Anche in un dataset pubblicato su CKAN puoi aggiungere come risorsa un datapackage. Quello che qui trovo speciale è che sia anche uno strumento interno, usabile da chiunque. Mi piace l’invito marcato a prendersi cura sia del dataset che delle risorse. Questo non è molto comune.

Altra cosa che non vedo in altri portali pubblici dedicati alla pubblicazione di dati è un motore di query SQL. Ce l’hanno progetti come modeanalytics che però è più verticale. E sempre come caratteristiche di piattaforma orizzontale è molto poco diffuso un motore SPARQL (le meraviglie di wikidata sono anche esse verticali). E poi sai cosa mi piace: l’invito a fare un passo in avanti. Pubblichi, fai metadatazione e fai query sui dati. Mi sembra un invito importante (non per utenti cintura nera come te, che non ne hanno bisogno) a vedere il tema dei dati un po’ più a tutto tondo.

Altra cosa che vale nella somma di tutto e non come singola feature: l’attenzione all’aspetto narrativo. In piattaforme omologhe è appena accennato. Stanno fra l’altro integrando (non l’ho scritto) anche la possibilità di usare i notebook.

Il fatto che richieda l’ennesima coppia user-pw non aiuta l’engagement.

Qui non ti ho capito. È come gli altri portali: non richiede credenziali per leggere, ma le richiede per scrivere. Ci sono portali di dati dove non devi usare username e pwd?

Non amo poi la mancanza del concetto di organizzazione nel sistema.

Puoi creare organizzazioni, ma non sono sicuro che intendessi questo.

A me sembra interessante, perché in modo secondo me unico riesce a parlare a qualsiasi tipo di utente, tenendo alta la qualità e differenti aspetti di questo mondo.

Sul fatto che non sia un prodotto installabile in casa, questo è sicuramente una lacuna. Ma il valore di questa lacuna dipende dall’utente finale, dal caso d’uso e dalla serietà di un progetto come data.world.

Spero di essermi spiegato un po’ meglio :)

#data #maps #GIS #baci #condivisione. Orgoglioso di essere presidente di @ondatait

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